Il viaggio inutile
Corpo e scrittura
Dall’autrice del best seller mondiale Le cattive, un innovativo racconto autobiografico, intenso e indimenticabile, che svela i punti cardinali di una scrittura unica, arrivata per restare.
Pieno di rabbia e di poesia, Il viaggio inutile è il crudo racconto della vita di Camila Sosa Villada, delle sue origini, della sua infanzia dolorosa — un corpo femminile clandestino flagellato dalla furia alcolica del padre —, dell’esperienza di donna trans che conosce la prostituzione e insieme il successo in teatro. E poi dell’inevitabile esercizio della scrittura, che da subito può soltanto essere radicale, intensa, alla ricerca di un’impossibile riparazione: scrivere è un’ostinata spinta vitale, un modo di essere nel mondo quando ti viene detto che in quel mondo non ci puoi stare.
In un dialogo costante con chi considera la lettura un atto essenziale, chi conosce il «piacere della solitudine» offerto dai libri, e guidata dalle parole di autrici come Marguerite Duras, Wisława Szymborska e Carson McCullers, Sosa Villada trova le proprie parole e qui le cede a noi, in un libro urgente e pieno di meraviglia, che è già diventato un classico.
Sono la bambina che scappa dai propri genitori e finisce tra le braccia della letteratura. O che ha finalmente imparato a cullarsi da sola quando scrive.
Camila Sosa Villada