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Decalogo più uno di Onetti, per scrittori principianti

Eravamo andati in vacanza con il Decalogo del noir argentino di Carlos Gamerro e vogliamo riprendere le pubblicazioni del blog con un altro Decalogo (più uno) dello scrittore uruguayano Juan Carlos Onetti (1909-1994), di cui le Edizioni Sur pubblicheranno Gli addii e Il cantiere (si veda qui un breve testo [1] di César Aira su di lui.)

1. Non sforzatevi di essere originali. Essere diversi è inevitabile quando non ci si preoccupa di esserlo.

2. Non tentate di sbalordire il borghese. Non funziona più. Quello si spaventa solo quando minacciano il suo portafoglio.

3. Non cercate di complicare la vita al lettore, né di chiedere o reclamare il suo aiuto.

4. Non scrivete mai pensando ai critici, agli amici o ai parenti, alla dolce fidanzata o moglie. Nemmeno al lettore ipotetico.

5. Non sacrificate la sincerità letteraria per nessun motivo. Né per la politica né per il successo. Scrivete sempre per quell’altro, silenzioso e implacabile, che abbiamo dentro e che non è possibile ingannare.

6. Non seguite mode, abiurate il maestro sacro prima del terzo canto del gallo.

7. Non limitatevi a leggere i libri già consacrati. Proust e Joyce furono disprezzati quando misero fuori il naso, oggi sono dei geni.

8. Non dimenticate la frase, giustamente famosa: 2 più 2 fa quattro; ma, e se fossero 5?

9. Non disdegnate i temi con narrazioni strane, quale che sia la loro orgine. Se occorre, rubate.

10. Mentite sempre.

11. Non dimenticate che Hemingway ha scritto: Ho persino dato lettura dei pezzi già pronti del mio romanzo, che risulta la cosa più meschina in cui uno scrittore possa cadere.