5 cose che (forse) non sapevate su Alice Walker
Alice Walker Ritratti Scrittura SURIn occasione del compleanno di Alice Walker, il 9 febbraio, scopriamo insieme alcune curiosità che la riguardano. Nata nel 1944 a Eatonton, in Georgia, autrice di oltre trenta libri fra romanzi, racconti, saggi e raccolte di poesie, è nota anche per il suo impegno femminista e pacifista.
1. Una vicina di casa speciale
Per un breve periodo, nel 1952, Alice Walker abitò a pochi minuti di distanza da dove viveva la grande scrittrice Flannery O’Connor, lungo la strada che collegava Eatonton a Milledgeville, in Georgia. Una ventina d’anni dopo, divenuta ormai scrittrice a sua volta, Alice Walker tornò a visitare quei luoghi: il confronto tra l’umile casupola di mezzadri in cui aveva vissuto la propria famiglia e la famosa villa con i pavoni di Flannery O’Connor le ispirò una sofferta riflessione su quanto diverse, e radicate in profonde differenze di classe e di razza, potessero essere le esperienze di due donne – due scrittrici – che vivevano praticamente fianco a fianco, eppure lontanissime, nel contraddittorio mondo del Sud degli Stati Uniti.
2. GRANDI riscoprono GRANDI
Ai suoi esordi, Alice Walker individuò in Zora Neale Hurston – autrice del capolavoro Their Eyes Were Watching God – il suo modello letterario. Hurston era tuttavia caduta da tempo nell’oblio. Le sue opere erano fuori catalogo e pochissimo si sapeva della sua vita. Di lei si ignorava persino dove fosse sepolta. Fu proprio Alice Walker che, con una rocambolesca missione di esplorazione in un piccolo cimitero della Florida, individuò per prima la tomba di Zora Neale Hurston, e fu grazie a lei che la grande etnologa e scrittrice nera ebbe finalmente una lapide commemorativa, che la celebra ancora oggi come «A genius of the South»: un genio del Sud.
3. L’arte imita la vita
Il femminicidio intorno a cui ruota il primo romanzo di Alice Walker, La terza vita di Grange Copeland, è ispirato a un fatto vero. Per un periodo la sorella di Walker lavorò in un’impresa di pompe funebri come truccatrice dei cadaveri, e un giorno mostrò alla giovanissima Alice il corpo straziato di una donna uccisa dal marito. Di cognome faceva Walker, come loro; era la madre di una compagna di classe di Alice. Rielaborando quella dolorosa esperienza anni dopo, l’autrice immaginò il personaggio di Mem: donna, madre, vittima di femminicidio. «Vedendo il corpo senza vita della signora Walker là su quel tavolo smaltato, mi ero resa conto che in effetti lei avrebbe potuto essere mia madre e che forse simboleggiava anche tutte le donne nel loro rapporto con gli uomini, compresa me stessa. Ecco perché nel romanzo quel personaggio si chiama Mem, dal francese la même, vale a dire “la stessa”».
4. L’occhio di vetro
Da bambina Alice Walker perse la vista a un occhio. Ai suoi fratelli maschi erano state regalate delle pistole ad aria compressa, e un giorno, giocando a cowboy e indiani, un pallino la colpì all’occhio destro. Alice era «armata» solo di arco e frecce giocattolo. A causa di un ritardo nel soccorso medico il danno fu permanente. Anni dopo, madre per la prima volta, Alice Walker si sentì dire dalla sua bambina: «Mamma, nel tuo occhio c’è un mondo». Scrive Walker: «C’era davvero un mondo nel mio occhio. E ho capito che era possibile amarlo: che anzi, con tutto quello che mi aveva insegnato in termini di vergogna, di rabbia, di visione interiore, quell’occhio io lo amavo proprio».
5. Personaggi parlanti
Quando stava scrivendo Il colore viola Alice Walker viveva a New York, dove di recente aveva comprato un appartamento. Tuttavia a New York, come racconta lei stessa, i suoi personaggi le sfuggivano, si nascondevano, si rifiutavano di parlarle: il caos e il grigiore della metropoli erano insopportabili per chi come loro era abituato alla tranquillità e ai colori delle campagne della Georgia, dove è ambientato il romanzo. Per questo l’autrice si trasferì per un periodo nella California del Nord, il cui paesaggio ricordava quello della Georgia rurale. Lì Celie, Shug, Nettie, Albert, Sophia, Harpo e tutti gli altri personaggi ripresero magicamente a manifestarsi alla scrittrice e a raccontarle la loro storia: e fu lì che Alice Walker riuscì a completare Il colore viola.
© edizioni SUR, 2026. Tutti i diritti riservati.