Il lettore ideale

redazione SUR 2 Commenti

Pubblichiamo oggi un testo dello scrittore argentino Alberto Manguel, ben noto in Italia dove sono stati pubblicati diversi suoi libri. Ecco un elenco non esaustivo:
«Manuale dei luoghi fantastici» (Rizzoli 1982), «Con Borges» (Adelphi 2005), «Il computer di sant’Agostino» (Archinto 2005), «Diario di un lettore» (Archinto 2006), «La biblioteca di notte» (Archinto 2007), «Omero: Iliade e Odissea, una biografia» (Newton Compton 2007), «Stevenson sotto le palme» (Nottetempo 2007), «L’amante puntiglioso» (Nottetempo 2009), «Una storia della lettura» (Feltrinelli 2009), «Il ritorno» (Nottetempo 2010), «Tutti gli uomini sono bugiardi» (Feltrinelli 2010), «Una vita immaginaria: conversazioni con un amico» (Archinto 2011).

di Alberto Manguel

Traduzione di Raul Schenardi

Il lettore ideale è lo scrittore nell’istante che precede la scrittura.
Il lettore ideale non ricostruisce un testo: lo ricrea.
Il lettore ideale non segue il filo della narrazione: procede insieme con quella.
Un popolare programma radiofonico per bambini della BBC iniziava sempre con la domanda: “Siete seduti comodamente? Allora possiamo cominciare”.
Il lettore ideale sa sedersi comodamente.
Immagini di san Girolamo ce lo mostrano assorto nel lavoro di traduzione della Bibbia, mentre ascolta la parola di Dio.
Il lettore ideale deve imparare ad ascoltare.
Il lettore ideale è un traduttore.
È capace di sminuzzare un testo, di levargli la pelle, di tagliarlo fino al midollo, di seguire ogni arteria e ogni vena, e poi di mettere in piedi un nuovo esssere vivente.
Il lettore ideale non è un imbalsamatore.
Il lettore ideale esiste nel momento che precede la creazione.
Per il lettore ideale tutte le risorse letterarie sono familiari.
Per il lettore ideale ogni aneddoto è una novità.
“Bisogna essere un po’ inventori per leggere bene”, Ralph Waldo Emerson.
Il lettore ideale ha un’illimitata capacità di oblio. Può cancellare dalla memoria il fatto che il dottor Jekyll e mister Hyde sono la stessa persona, che Julien Sorel sarà decapitato, che il nome dell’assassino di Roger Ackroyd gli è noto.
Il lettore ideale non si interessa a quanto scrive Michel Houllebecq.
Il lettore ideale sa ciò che lo scrittore intuisce soltanto.
Il lettore ideale sovverte il testo.
Il lettore ideale non si fida della parola dello scrittore.
Il lettore ideale procede per accumulazione: ogni volta che legge un testo aggiunge un nuovo strato di memoria al racconto.
Ogni lettore ideale è un lettore che associa. Legge come se tutti i libri fossero opera di un unico scrittore, prolifico e intemporale.
Il lettore ideale non può riversare le sue conoscenze in parole.
Nel momento in cui chiude un libro, il lettore ideale sente che se non lo avesse letto il mondo sarebbe più povero.
Il lettore ideale è come Joseph Joubert, che strappava dai libri della sua biblioteca le pagine che non gli piacevano.
Il lettore ideale ha un senso dell’umorismo perverso.
Il lettore ideale non racconta mai i suoi libri.
Il lettore ideale è insieme generoso e avaro.
Il lettore ideale legge tutta la letteratura come se fosse anonima.
Il lettore ideale ricorre volentieri al dizionario.
Il lettore ideale giudica un libro dalla copertina.
Leggendo un libro di secoli fa, il lettore ideale si sente immortale.
Paolo e Francesca non erano lettori ideali, dal momento che confessano a Dante di aver smesso di leggere dopo il primo bacio. Un lettore ideale avrebbe dato il bacio per poi continuare a leggere. Un amore non esclude l’altro.
Il lettore ideale non sa se è il lettore ideale o no finché non ha finito il libro.
Il lettore ideale condivide l’etica di Don Chisciotte, il desiderio di Madame Bovary, lo spirito avventuroso di Ulisse, la sfacciataggine di Zazie, almeno finché dura il romanzo.
Il lettore ideale percorre volentieri sentieri già noti.
“Un buon lettore, un lettore con la maiuscola, un lettore attivo e creativo è un ri-lettore”, Vladimir Nabokov.
Il lettore ideale è politeista.
Il lettore ideale si aspetta, da un libro, la promessa della resurrezione.
Robinson non è un lettore ideale. Legge la Bibbia per trovare risposte. Un lettore ideale legge per trovare domande.
Ogni libro, bello o brutto, ha il suo lettore ideale.
Per il lettore ideale ogni libro è, in una certa misura, la sua autobiografia.
Il lettore ideale non ha una nazionalità precisa.
A volte uno scrittore deve aspettare diversi secoli per trovare il suo lettore ideale. A Blake occorsero centocinquant’anni per incontrare Northrop Frye.
Il lettore ideale secondo Stendhal: “Scrivo per soli cento lettori, esseri infelici, gentili, incantevoli, mai moralisti o ipocriti, che mi piacerebbe accontentare. Ne conosco solo uno o due”.
Il lettore ideale è stato infelice.
Il lettore ideale cambia con l’età. Il lettore ideale delle Venti poesie d’amore di Neruda a quattordici anni, a trenta può non esserlo più. L’esperienza offusca certe letture.
Pinochet, quando proibì il Don Chsciotte nel timore che il libro potesse essere letto come una difesa della disubbidienza civile, fu il suo lettore ideale.
Il lettore ideale non esaurisce mai la geografia di un libro.
Il lettore ideale deve essere disposto non solo ad abbandonare la propria incredulità, ma anche a adottare una nuova fede.
Il lettore ideale non dice mai: “Se solo…”.
Scrivere ai margini di un libro è un marchio del lettore ideale.
Il lettore ideale fa proseliti.
Il lettore ideale è mutevole senza sentirsi mai in colpa.
Il lettore ideale può innamorarsi di almeno uno dei personaggi di un libro.
Il lettore ideale non si preoccupa degli anacronismi, della verità dei fatti, della precisione storica, dell’esattezza topografica.
Il lettore ideale non è un archeologo.
Il lettore ideale esige rigorosamente che si mantengano le leggi e le regole che ogni libro crea per sé.
Ci sono tre tipi di lettori: il primo è quello dei lettori che si godono un libro senza giudicarlo, il terzo è quello dei lettori che lo giudicano senza goderselo; l’altro, fra i due, è quello di chi giudica un libro mentre se lo gode e se lo gode mentre lo giudica. Questi ultimi lettori danno nuova vita a un’opera d’arte, e non sono numerosi”, Goethe, in una lettera a Johann Friedrich Rochlitz.
I lettori che si suicidarono dopo aver letto il Werther non erano lettori ideali ma semplicemente sentimentali. Il lettore ideale di rado è sentimentale.
Il lettore ideale vuole arrivare alla fine del libro e allo stesso tempo vorrebbe che il libro non finisse.
Il lettore ideale non si spazientisce mai.
Al lettore ideale non interessano i generi letterari.
Il lettore ideale è (o sembra essere) più intelligente dello scrittore. Ma non per questo lo disprezza in alcun modo.
Arriva un momento in cui ogni lettore si considera un lettore ideale.
Le buone intenzioni non producono lettori ideali.
Il Marchese de Sade: “Scrivo solo per quelli in grado di capirmi, e costoro mi leggeranno senza correre pericoli”. Il Marchese de Sade si sbaglia: il lettore ideale corre sempre qualche pericolo.
Il lettore ideale è il personaggio principale di ogni romanzo.
Valéry: “Un ideale letterario: riuscire infine a non riempire la pagina di nessuno, salvo il lettore”.
Il lettore ideale è qualcuno con cui lo scrittore potrebbe passare una serata piacevole con un bicchiere di vino.
Non bisogna confondere lettore ideale con lettore virtuale.
Uno scrittore non è mai il proprio lettore ideale.
La letteratura dipende non da lettori ideali, ma da lettori abbastanza buoni.

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