Vivi e morti
Incontri. Riflessioni. Ritratti
Zadie Smith è una saggista meravigliosa. Ha un talento naturale. Scrive come pensa, e pensa in maniera lucida e precisa. Tessa Hadley - The Guardian
Da quasi vent’anni Zadie Smith affianca alla sua carriera di narratrice un’altrettanto brillante attività di saggista: questa raccolta contiene una selezione di articoli, recensioni, discorsi e interventi scritti fra il 2018 e oggi, ed è un viaggio nel pensiero di un’intellettuale curiosa, inquieta e mai dogmatica che riflette sulla contemporaneità.
A partire dalla visione di un film, dalla visita a una mostra, dalla lettura di un libro, Smith tocca una varietà di temi che vanno dal multiculturalismo alla misoginia, dal conflitto generazionale allo strapotere degli algoritmi; e ancora, scende in piazza con gli ambientalisti radicali, rivendica la lotta alle diseguaglianze, la difesa degli spazi comuni, la resistenza alla disumanizzazione dell’Altro; omaggia scrittori e scrittrici che l’hanno ispirata (da Joan Didion a Martin Amis a Toni Morrison), da madre cinquantenne riflette sull’infelicità adolescenziale e, da insegnante di scrittura, consegna ai suoi allievi un monito contro i rischi delle semplificazioni identitarie.
A prescindere da quanto si concordi o si dissenta, la lucidità, la franchezza e la vivacità di queste pagine le rendono una preziosa alternativa alle lusinghe di ogni forma di intelligenza «artificiale».
È attraverso i romanzi altrui, i dipinti altrui, le poesie e la musica altrui che mi rendo conto che ciascuno di noi è diverso dagli altri, eppure siamo tutti imprigionati dentro queste gabbie di carne, a vivere quella che immaginiamo sia una realtà condivisa tramite un mezzo estremamente individuale: la coscienza. Capisco che possa suonare
strano: la solidarietà nell’alterità. Ma è questo il punto di vista da cui scrivo.